19 Set

Cosa scrivere, per definire in poche parole, le capacità di qualcuno che per innata passione prima e per professione dopo anni e anni di costante applicazione, ha scelto come mission da assolvere quotidianamente, quello di solleticare e gratificare i sensi di persone mai viste/conosciute prima ?

Gusto, olfatto, vista, tatto,… quanto di più intimo, personale e soggettivo possa esistere in natura, impegnati nel valutare un atto, gratificante e pieno di significati socio-culturali qual è il mangiare. Oppure oggi, in tempi di sovraffollamento mediatico in cui li si sforna, televisivamente, a decine, basta solo il termine “Chef” per far capire tutto (o niente), ammantando il personaggio di carisma e prestigio “sulla parola” ?

No, la storia e la professione del nostro Chef, siciliano di nascita e giramondo per vocazione, si manifesta in altri termini e con altri paradigmi, quelli in cui si esprimono i veri cultori della buona cucina d’ogni tempo; quella fatta di materie prime fresche e genuine, ma anche di esperienza sul campo, di ricerca, di competenze non comuni acquisite in Italia e all’estero e di orgogliosa personalità latina; Tutti ingredienti che, a prescindere dai luoghi, dai modi e dalle mode, ogni Chef, fiero di tale qualifica, terrà per sempre segreti, godendosi poi ancor di più lo stupore e l’altrui meraviglia, nel percepire “in festa” i sensi di chi, ammaliato ed estasiato dalle sue pietanze, gli avrà concesso incondizionata fiducia per essere condotto lungo entusiasmanti itinerari del gusto.

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